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Se volete vedere l'esibizione della Banda per questa occasione vi aspettiamo su youtube o su https://t.me/infobandamantova

 

C’è la banda per l’inaugurazione della nuova piazza Alberti. Che fa atmosfera da sagra paesana, con tanta gente che applaude le autorità al taglio del nastro e avverte la solennità del momento: dopo decenni sta per riappropriarsi di una parte della città. Ci sono i progettisti, gli architetti dello studio Archiplan, e il sovrintendente che ha seguito passo a passo l’evolversi del progetto, intervenendo laddove c’era bisogno per addolcirlo.

La riqualificazione dello spazio a fianco della basilica di Sant’Andrea con alberi, luci e pavimentazioni che fanno risaltare i monumenti «Piazza Alberti ritorna
alla città più bella» Taglio del nastro dopo quasi un anno di lavori

LA CERIMONIA C’è la banda per l’inaugurazione della nuova piazza Alberti. Che fa atmosfera da sagra paesana, con tanta gente che applaude le autorità al taglio del nastro e avverte la solennità del momento: dopo decenni sta per riappropriarsi di una parte della città. Ci sono i progettisti, gli architetti dello studio Archiplan, e il sovrintendente che ha seguito passo a passo l’evolversi del progetto, intervenendo laddove c’era bisogno per addolcirlo, per smussarlo, magari correggerlo «perché fosse condivisibile» dice Gabriele Barucca. Alberi, luci soffuse e plateatici dei ristoranti ordinati: la nuova piazza su cui svetta la facciata laterale, incompiuta, della basilica di Sant’Andrea è ricca di suggestioni e accontenta l’occhio. Le auto, lì per decenni ad occupare uno spazio monumentale, sono sparite e mai più ci saranno; la piazza «viene restituita ai cittadini» sottolinea il sindaco Mattia Palazzi, che si dice «emozionato e felice» nel suo discorso ufficiale: «È bellissima – dice guardandosi intorno – sono certo che sarà amata e vissuta come mai prima dai mantovani e dai turisti». L’assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli, accanto, annuisce soddisfatto. I progettisti sono orgogliosi della loro creatura. L’architetto Stefano Gorni Silvestrini racconta agli astanti che «questa piazza ha solo cent’anni» e che è «una sedimentazione di diversi spazi». Il progetto di riqualificazione «si è fatto carico di ridare dignità agli aspetti spaziali, segnalando con pavimentazioni diverse le diverse aree, dal chiostro antico alla parte antistante l’ingresso laterale dalla basilica. Questa, per esempio, è sottolineata dai ciottoli bianchi e dai reperti messi in esposizione che costituiscono una sorta di suggestione». Tutta nuova è la pavimentazione, su cui spicca la panca monumentale che accoglierà i turisti e li metterà a loro agio per ammirare la basilica; poco distante c’è la parte alberata «che ci è servita – spiega l’architetto – per ridare forma a una serie di cortili aggregati nel tempo e che ricostituiscono il bordo che dalla canonica arriva fino a vicolo Leon d’Oro ». Quell’area verde diventerà uno spazio di socializzazione «a disposizione della città ». «È un intervento pienamente condiviso – tiene a precisare pubblicamente il sovrintendente Barucca – quello spazio che prima non era una piazza adesso lo è diventato». Condivisione è la parola chiave dell’intervento: «Io, l’architetto Bressan e il geologo Lamanna abbiamo condiviso con i progettisti una serie di contenuti e scelte progettuali. Ho insistito molto su un intervento minimale rispetto al contesto e mi sono speso per arrivare a una soluzione che accontentasse tutti». Insomma, anche Barucca può dire di essere soddisfatto per come è uscita la piazza dal cantiere: «Ho insistito anche sulla sua percorribilità per i disabili e il mio suggerimento è stato pienamente recepito». E chiude con un auspicio: «I lavori hanno permesso di scoprire molte informazioni in più sulla storia di Mantova. Spero che il tutto sia fissato in un volume che noi e l’amministrazione comunale ci siamo impegnati a pubblicare». Finiti i discorsi ufficiali e dopo la benedizione di don Renato Pavesi, rettore di Sant’Andrea, arriva l’omaggio di Festivaletteratura, di casa in quello spazio: il reading «Giocare con Gianni Rodari » di Pino Costalunga dedicato ai bambini. C’è anche il tempo per visitare la mostra fotografica en plein air di Cristiano Giglioli che ripercorre le tappe del cantiere iniziato lo scorso settembre. —

gazz mn 9 8 20 piazza Alberti